Grazie alla collaborazione tra alcuni Comuni del Monferrato (tra cui Trisobbio) e l’U.P.O. (Università del Piemonte Orientale) è stato possibile realizzare un sistema di controllo e tracciabilità dei tartufi raccolti e presentati nelle varie fiere / manifestazioni.
Il sistema si basa sull’analisi di campioni di tartufi raccolti negli anni passati nel territorio dell’Alto Monferrato, campioni che sono stati sottoposti ad accurate analisi per identificare caratteristiche tipiche, in grado di distinguere la zona di provenienza del tartufo (senza far rivelare ai cercatori i segreti del loro mestiere).
L’analisi ha permesso di stilare un insieme di caratteristiche comuni ai tartufi bianchi pregiati del nostro territorio, basate sul DNA e sugli elementi che essi assimilano durante la crescita (e che conservano al loro interno).
I cercatori che aderiscono a questa tracciabilità saranno in grado di specificare la provenienza dei loro tartufi, garantendo qualità e sicurezza per gli appassionati.
Per approfondimenti: https://www.tartufobiancomonferrato.com/
«Si tratta di una scoperta davvero ragguardevole – spiega il professor Vito Rubino – soprattutto se si considera l’elevatissimo valore dei tartufi bianchi pregiati (spesso battuti a migliaia di euro nelle aste internazionali) e l’oggettiva difficoltà di tracciare la filiera, caratterizzata dall’esigenza dei cavatori di tenere riservate le località in cui i tartufi sono stati rinvenuti. Attraverso questa metodica il Tartufo bianco pregiato dell’Alto Monferrato potrà essere accompagnato sul mercato da una garanzia aggiuntiva, che ne aumenterà il valore rendendolo ancor più visibile e ricercato anche a livello internazionale. L’idea di fondo è, infatti, costituire un vero e proprio “cru” nel più ampio contesto del tartufo piemontese, celebre ormai in tutto il mondo e ricercatissimo dalla gastronomia internazionale.»
