Il Castello di Trisobbio domina il borgo medievale dall’alto delle colline dell’Alto Monferrato ed è uno dei punti di riferimento più visibili e riconoscibili nella struttura urbana di Trisobbio.
La presenza di una fortificazione in questo sito è attestata fin dall’inizio del XIII secolo, anche se l’aspetto originario era più semplice rispetto alla conformazione attuale.

Nel corso dei secoli la struttura è stata modificata e ampliata più volte per adattarsi a usi diversi e rispondere alle esigenze delle famiglie nobiliari che se ne sono succedute. Alla fine dell’Ottocento, dopo un periodo di stato precario, furono avviati interventi di restauro, coordinati dall’Architetto De Andreade, che hanno contribuito a definire l’aspetto esterno che vediamo oggi.

Per la forma stretta e angolata delle vie, portare i materiali da costruzione dentro il borgo non era semplice.
I trasporti avvenivano soprattutto con carri trainati da buoi e, solo più tardi, con rari mezzi a motore.
I carichi salivano dall’attuale via Italia, passavano sotto gli archi e giravano intorno al Castello per raggiungere i punti di scarico.
Una volta concluso il trasporto, i carri erano costretti a proseguire e uscivano dal borgo lungo la discesa in direzione di Montaldo.
Le voci del paese, mai confermate né smentite, parlano di un cunicolo sotterraneo che avrebbe collegato il Castello ad altre strutture del borgo.
Il punto di origine viene spesso indicato nei dintorni del pozzo che si incontra a metà della salita.
Secondo le testimonianze degli abitanti, durante i periodi di siccità agli abitanti era concesso attingere l’acqua da questo pozzo.
Sono storie conservate nella memoria locale, che aggiungono suggestione alla lettura del borgo
Oggi il Castello è di proprietà comunale e il suo parco è aperto al pubblico. All’interno della struttura si trovano spazi utilizzati per eventi, cerimonie e funzioni ricettive; alcune sale e camere possono essere visitate o utilizzate secondo le modalità attive nel periodo di apertura.
Il nome dato alla struttura dopo il passaggio di proprietà fonde quello di Carolina Finocchio Gavotti e ricorda il lascito di una concittadina, Elena Bianchi, che ha favorito la cessione del Castello al Comune di Trisobbio nel 1989.

Salendo alla torre del Castello è possibile ammirare un ampio panorama sulle colline e sulle valli circostanti, con vista che spazia dal territorio dell’Ovadese alle colline del Monferrato.
Per informazioni sulle visite e sugli orari è disponibile una sezione dedicata alla “Visita Torre Castello”.